PIEVE DI TECO

VESSALICO VALLE ARROSCIA

 

Da Imperia ci dirigiamo verso l'entroterra con la S. S. 28 del Col di Nava, percorriamo tutta la valle dell'Impero finché arriviamo  a Pieve di Teco. In tutto km.33.

Cenni storici: Intorno al 1230 un gruppo di abitanti dell'alta val Arroscia decide di fondare un borgo con un grande mercato capace di sfruttare il traffico commerciale dell'importante arteria di comunicazione fra il mare ed il Piemonte che toccava una vasta prateria alla cui base esisteva già qualche casupola, un mulino ed un pozzo: la Pieve. Viene dunque chiesta al Signore del feudo la concessione della prateria "per costruirci un borgo grande ed importante"; il Marchese Antonio di Clavesana volentieri aderisce al progetto a patto che si costruisca anche un castello "con torri e argini come quello di Pavia". Il Marchese, da parte sua, si impegna ad abolire lo"jus primae noctis".  Pieve di Teco acquista subito importanza per lo sviluppo di molte industrie: carta,sapone,corde,panno,cuoio. La manifattura delle calzature diviene famosa non solo in Piemonte e in Liguria, ma anche in Provenza.

Il castello venne distrutto nel 1625 dai Savoia.

Il nome Teco si riferisce al colle vicino.

PHOTO ALBUM 

Contenuto:panoramica della cittadina  con  Palazzo Borelli, la sala consiliare  del Comune con lo stemma civico, l'area su cui sorse nel 1644 il convento delle Agostiniane, ora sede di un edificio scolastico, il convento dei Padri  Cappuccini con l'unico frate rimasto, l'Oratorio di San Giovanni Battista che conserva, all'interno, due  opere di Anton Maria Maragliano e, all'ingresso,  il drappo nero della Confraternita della Buona Morte , la chiesa (sconsacrata) di S. Maria della Ripa che ospita ora il Museo delle maschere di Ubega, il Teatro Salvini, recentemente restaurato, la chiesa parrocchiale.

Da Pieve di Teco scendiamo a Vessalico seguendo la strada della Valle d'Arroscia.