DOLCEDO

Comune in provincia di Imperia

m.77 - cap.18024

Si può raggiungere da Caramagna, valicando il colle della Bastera e da Piani. Per chi proviene da Ventimiglia è consigliabile la nuova provinciale di Piani che passa lungo la sponda sinistra del torrente Prino perchè più rettilinea e veloce. Chi viene da fuori provincia può utilizzare anche l'autostrada ( lo svincolo si trova in Via Littardi, poco prima di Piani).

Cenni storici. Dolcedo è il paese più importante della valle del Prino e l'antica sede del Terziere di San Tomaso, della Comunità di Porto Maurizio. Feudo dei marchesi di Clavesana, sino al 1228 quando i diritti feudali vengono ceduti a Genova, alla quale resterà fedele tanto da ottenere dalla Repubblica la concessione dell'autonomia nel 1613.

Il Comune è formato dalle frazioni di Isolalunga ( a km.1), Costa Cornara (km.1.5), Bellissimi (km.3.5, altitudine m.266 - sulla carrozzabile per Monte Faudo), Lecchiore (km.4.5).

A circa 8 Km da Dolcedo, sul valico per Pietrabruna e San Lorenzo, alle pendici del Faudo, si trova l'antica cappella dedicata a Santa Brigida, protettrice dei passi montani. Secondo la leggenda, in quel luogo la Santa scacciò il Demonio e i fedeli decisero di erigere una cappella in suo onore.

Con i suoi 1149 metri, il monte Faudo ha da sempre costituito un punto di riferimento per le genti del luogo; la zona offre la possibilità di interessanti escursioni e panorami suggestivi ed è anche nota per la maratona che, in primavera, si corre da Imperia sino in vetta al monte.Il nome "Maratona", però, è improprio perchè si tratta di una gara podistica in salita, lunga 24,5 Km.

Il borgo è formato da numerosi nuclei, uno dei maggiori è Piazza, posto sulle due sponde del torrente, attraversato da cinque ponti. Il più interessante è il Ponte Grande, ad un'unica arcata, costruito nel 1292 dai Cavalieri di Malta.

Il capoluogo, detto "Piazza" , costituisce il nucleo più popoloso e sorge a fondovalle, nella confluenza del Rio dei Boschi col torrente Prino; era l'antica sede del mercato.

Agricoltura. Molto curata l'olivicoltura che nel XIV secolo fece definire Dolcedo come la "Conca d'oro". I primi costruttori di frantoi ad acqua furono dolcedesi.

L'olivicoltura costituisce un fattore determinante dell'economia imperiese. L'olivo fu trapiantato in Liguria dai Benedettini che lo portarono da Montecassino.

ALTA VAL PRINO

Risalendo la valle si incontrano i nuclei sparsi che costituiscono PRELA'. Il borgo principale, sito nel fondovalle, è MOLINI, sede comunale. Opera di una certa importanza, la parrocchiale di San Giovanni del Groppo, in stile tardo gotico, dotata di uno splendido porticato affrescato. Dopo alcuni chilometri si giunge a Costiolo e poi a VALLORIA, un borgo di montagna che presenta una struttura architettonica rimasta pressochè immutata dai tempi medioevali. Dopo il bivio per Valloria, si arriva a TAVOLE e poi a VILLATALLA, a 551 m. sul livello del mare.

L'intera valle ( feudo indipendente nel territorio di Oneglia) costituiva l'antica contea di PIETRALATA.

 

Il Comune di DOLCEDO è meta prediletta dei villeggianti tedeschi.