AIIG IMPERIA - sez. LIGURIA

Escursione in Val Borbera

(martedì 9 - mercoledì 10 settembre 2008)

Note geo-scientifiche di Giuseppe Garibaldi

Siamo partiti da Imperia Porto Maurizio (pensilina) alle ore 7.15 e siamo entrati in autostrada dal casello di Imperia Oneglia.

Usciti al casello di Vignole-Arquata, siamo entrati in val Borbera. Il fiume Borbera (lungo circa 38 km) scorre interamente interamente nella provincia di Alessandria ed è il principale affluente di destra del fiume Scrivia. Intorno alle 10 eravamo a Vignole Borbera e Borghetto di Borbera.

Vignole Borbera: pino con edera. Ua donna del posto mi ha chiesto se eravamo lì per un matrimonio!

Borghetto di Borbera

Proseguendo verso est, si entra nel tratto più interessante, quello delle Strette di Pertuso, al termine delle quali, oltre l'abitato di Pertuso, la valle cambia direzione dirigendo a sud-sud-est e si allarga notevolmente. La frazione di Pertuso, nell'agosto 1944, fu teatro di uno degli episodi più importanti della Resistenza italiana, la battaglia di Pertuso, avvenuta il 2 febbraio 1945. Tra i combattenti partigiani vi fu anche un cittadino sovietico, per anni noto solo come "il gigante Fiodor", a cui venne concessa dall'Italia la medaglia d'oro al valore militare.

Borghetto di Borbera ed il monumento a Poletaev Fiodor Andrianovic
Il fiume Borbera prima di Cantalupo Ligure.

Roccaforte Ligure: stemma del Comune, il palazzo del Municipio, l'Ara, il paese con la Rocca.

Alle 11,30 siamo giunti a Cantalupo Ligure. Proseguendo, abbiamo visto Rocchetta Ligure e Roccaforte Ligure, a m 704, situato sullo spartiacque tra la val Sisola e la valle Spinti. Garibaldi va in Comune per salutare le impiegate. Ci entriamo anche noi e vediamo il cippo, ivi conservato, rinvenuto nel 1822 in località Chiappella denominato "Ara delle matrone".

Percorrendo un tratto di strada in direzione di Grondona, ci siamo fermati per vedere Roccaforte dall'alto, poi ci siamo diretti a Mongiardino Ligure per visitare la Società Cooperativa Agricola Vallenostra che ha in Cascina Valle, 1 un caseificio per la produzione del formaggio Montébore (uno dei formaggi più rari del mondo) ed un agriturismo con osteria per pranzare. Il proprietario della cascina ci ha spiegato come viene prodotto il formaggio che ci ha fatto assaggiare insieme ad un' ottima focaccia ed a vino bianco locale. Chi vuole può adottare con 100 euro all'anno una pecora da Montébore.

Siamo rimasti a tavola dalle ore 13 alle 14,50. Primo piatto: risotto al montébore. Dopo aver pranzato (serviti con tutti i riguardi anche dal proprietario dell'agriturismo) siamo ripartiti prendendo la strada per Cabella Ligure, dove siamo giunti alle 15,15. Il nome della località (Cabella) deriva da "casa bella". Ci siamo fermati una prima volta sul ponte sul Borbera, per vedere Palazzo Doria (il palazzo bianco a pianta quadrangolare che vedi nelle foto) e poi in paese. Mi ha colpito, in particolare, l'abitazione con le casette che vedi in una foto. Palazzo Doria (già Spinola Pallavicino), oggi, è proprietà privata della Comunità Sahaja Yoga.

Proseguendo in alta val Borbera siamo passati da Montaldo di Còsola, a m 900 di quota, dove era il nostro albergo. Erano solo le 16, ma una signora del nostro gruppo ha preferito andarvi subito. Poi il pulmann ha ripreso a salire verso Capanne di Còsola, m 1493, dove ci si affaccia alla provincia di Piacenza. Al Passo del Giovà (m 1368) si raggiunge il confine con la provincia di Pavia. Dal Passo siamo scesi in val Boreca dove si trova l'abitato di Zerba, sede comunale da cui dipendono diversi piccoli centri montani come le Capannette di Pej e Pej. Quest'ultimo, posto a 1.193 m di quota, è il più alto centro abitato dell'Appennino Lifure. Quando vi siamo giunti, intorno alle 17, il Parroco ci ha aperto la Chiesa e ci ha mostrato il Presepe da lui realizzato. Parlando del paese ci ha detto che gli abitanti erano solo 15, che i bambini in età scolare vengono accompagnati in auto ad Ottone, a circa 25 km da lì, che medicine e viveri non autoprodotti sono acquistati da lui o da altri disposti a fare la spesa per tutti.

Risaliti al Passo del Giovà (strada stretta, piena di curve, che il pulmann affrontava con difficoltà) siamo andati alle Capanne di Còsola ed abbiamo fatto una breve passeggiata nel bosco. Dalla provincia di Piacenza siamo ritornati in quella di Alessandria. Ridiscesi a Montaldo siamo andati in albergo. Io avevo la camera n.17 (indicata come 16 bis), una stanzetta con un letto minuscolo, al secondo piano. Dalla finestra vedevo la piazza del paese. Cena piacevole una volta tanto (ero entrato per primo nella sala ristorante ed avevo potuto scegliere io il posto, evitando così il malessere che provo quando i miei commensali parlano tra loro isolandomi). Pregevole e ben presentato il menù.

Mercoledì 10 settembre: sveglia alle 6,30; partenza alle 7,45. Per me una notte agitata, così mi sono alzato presto e sono sceso a far colazione prima degli altri. Dopo un'ultima foto alla chiesa di Montaldo, ripresa la sera prima con il cellulare, siamo partiti in direzione di Cabella. Lungo la discesa abbiamo fatto una sosta per fotografare il ponte sul Borbera al bivio Còsola-Carrega Ligure, poi abbiamo risalito la valle per raggiungere Carrega Ligure. Abbiamo sostato in paese solo per due minuti, il tempo occorrente a Garibaldi per salutare un suo amico, impiegato del Comune. A parte il prof, sono sceso solo io dal pulmann ed ho fotografato il campanile della chiesa. Siamo scesi poi tutti più tardi per vedere i resti del castello di Carrega.

Carrega Ligure. Abbiamo sostato in paese solo per due minuti, il tempo occorrente a Garibaldi per salutare un suo amico, impiegato del Comune.

Raggiunto, a Capanne di Carrega, lo spartiacque che separa la valle Scrivia da quella del Trebbia, siamo usciti dal Piemonte e siamo entrati in provincia di Genova, nel territorio del Parco regionale dell'Antola.